Comune di Enemonzo

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CASEIFICIO VAL TAGLIAMENTO

foto del caseificio

Il caseificio di Enemonzo trae le sue origini ai primi degli anni 1900 all'indomani della costituzione della prima latteria in Friuli Venezia Giulia sorta in quel di Collina di Forni Avoltri nel 1888.

I produttori di latte dei paesi iniziarono ad associarsi, ad unire i fuochi, in quanto allora ognuno trasformava il latte prodotto nella propria casa. Sorsero le prime latterie, prima a livello di borgata e poi di paese, la lavorazione del latte si faceva ogni giorno e a turno, un socio provvedeva a trasformare il latte in formaggio e burro e ricotta che per una gran parte di loro serviva per il sostentamento familiare e in parte alla vendita.Siero e latticello venivano assegnati agli allevatori di maiali.

Le regole per il funzionamento delle latterie erano contenute nello statuto sociale e nei regolamenti interni che venivano approvati dall'assemblea dei soci e applicati dai consigli di amministrazione, la contabilità era tenuta dai casari o dai segretari, vagliata periodicamente dal collegio sindacale e per controversie tra i soci c'era un comitato di " probiviri " che vagliava le ragioni e dava un giudizio in merito. Per decenni si andò avanti così e le latterie divennero un centro vitale nel tessuto economico dei nostri paesi. Poi la burocrazia, la difficoltà di reperimento dei casari, la difficoltà ad avere un prodotto sempre uniforme e ricercato sul mercato e la trasformazione dell'era agricola con quella artigianale e industriale, nonché per ultimo il rovinoso terremoto del 1976, hanno favorito il tracollo di tantissime latterie e già negli anni 1950-1960 si cercarono soluzioni per la concentrazione del latte.

La latteria di Enemonzo, costruita in un punto centrale del paese, grazie ad una posizione vocata all'agricoltura e ad imprenditori agricoli lungimiranti che hanno colto per primi questo stato di cose e si sono prodigati, grazie all'aiuto della Regione, ad ottenere un ampliamento della vecchia sede e a concentrare il latte delle frazioni e dei comuni contermini, diventando di fatto il primo caseificio di valle denominato "Latteria Sociale Val Tagliamento " con oltre trecento soci conferitori di latte e una lavorazione giornaliera di oltre 40 quintali di latte.
La qualità del prodotto, che in parte veniva commercializzato in sede per conto dei soci, e il contenimento delle spese di lavorazione, nonché le continue richieste di aderire alla società di tanti paesi della Val Tagliamento, della Val Degano e della conca tolmezzina, oltre al fatto che in centro al paese era impossibile attenersi alle norme sanitarie, in parte già allora in vigore, hanno invogliato gli amministratori a studiare l'ipotesi di un nuovo grande caseificio, venne quindi individuata un'area del paese sulla strada nazionale per favorire anche l'acquisto dei prodotti all'acquirente di passaggio, venne coinvolta la Regione che dopo tante insistenze promise il sospirato finanziamento per una nuova struttura funzionale e moderna che desse le garanzie per un futuro all'economia agricola della zona.

Con un grosso finanziamento si è provveduto nel 1988 alla costruzione del manufatto che prevedeva allora la lavorazione di circa cento quintali di latte al giorno, si è voluto il sistema tradizionale senza stravolgere le tecniche di lavorazione del latte. Per far questo i soci concorsero con un notevole impegno finanziario.

Attualmente il caseificio di Enemonzo è l'unico in regione a raccogliere e lavorare un quantitativo di latte in continua crescita. Come si è detto in premessa la Val Tagliamento è la valle carnica che si presta più all'agricoltura dove nel suo territorio sono sparse oltre un centinaio di aziende che partendo da Forni di Sopra e Sauris si sparpagliano fino alla conca tolmezzina. I 35.000 quintali di latte che erano preventivati sono stati abbondantemente superati grazie ad aziende agricole ben organizzate e di sicuro avvenire sparse sul territorio.

Il caseificio di Enemonzo è sempre stato all'avanguardia e si è saputo strutturare per contenere i costi di gestione e soprattutto quelli del trasporto del latte che un tempo erano in parte finanziati dalla regione e che ora sono a totale carico del caseificio. A riguardo l'amministrazione del caseificio ha dotato tutte le aziende di una vasca refrigerante per la conservazione del latte di più giorni e si è dotata di un autobotte refrigerata per la raccolta del latte dalle singole aziende al caseificio. Questo per un impegno morale di consentire a tutti i produttori di latte con aziende anche piccole e ubicate in zone impervie di poter continuare la loro attività, nonostante l'alto costo del ritiro e trasporto del latte prodotto.

Nel 2001 il caseificio ha provveduto alla raccolta, trasformazione e commercializzazione dei prodotti derivati di quasi 42.000 quintali di latte con una lavorazione giornaliera media di oltre 115 quintali di latte e con punte nei periodi di colma del latte di 200 quintali di latte lavorati in un solo giorno e per rendersi conto il grosso del latte è prodotto nei Comuni di Socchieve, Ampezzo, Enemonzo, Villa Santina e Raveo, i comuni più lontani hanno quantitativi esigui e il caseificio assicura il ritiro del latte tutto il tempo dell'anno, altrimenti questi produttori sarebbero costretti a chiudere la loro attività con grave danno al patrimonio prativo della zona, ai pascoli montani, all'equilibrio idrico ambientale della zona in quanto la zootecnia in montagna garantisce stabilità ed equilibrio all'ambiente e gli agricoltori di montagna sono i più grandi tutori dell'ambiente.